Single malt vs. blended: sei proprio certo sia una sfida impari?

I Whisky ed i Whiskey non sono di certo tutti uguali ma ciò che ne determina la qualità non è mai il prezzo. Innanzitutto ci sono i gusti personali, quelli che riguardano solo ed esclusivamente ciò che aggrada questo o quel palato.

Poi ci sono da considerare fattori come la qualità degli ingredienti, il metodo di distillazione o i tempi di affinamento per cui prima di prendere una posizione molto netta tra Single Malt e Blended cerchiamo di capire bene le peculiarità di ognuno. Scoprirai che, forse, ti possono piacere entrambi ed in ugual modo.

I Single Malt: cosa li caratterizza e perché sono considerati i migliori?

Partiamo dai Single Malt, Whisky prediletto delle distillerie scozzesi la cui definizione sottintende l’utilizzo di solo orzo maltato. Un Whisky all’interno del quale vi sia anche la minima e trascurabile percentuale di altri cereali al di fuori dell’orzo maltato perde istantaneamente la qualifica di Single Malt.

Inoltre deve essere distillato tramite alambicchi in rame discontinui e invecchiare per almeno tre anni. L’intero processo deve avvenire in un’unica distilleria e poco importa se il processo di affinamento avverrà tramite miscele di altri Whisky. L’importante è che le botti in cui invecchierà abbiano ospitato solamente Single Malt.

Il prodotto ottenuto da questo procedimento è immediatamente riconoscibile sul palato ma anche alla vista ma da qui a dire che siano i migliori Whisky sul mercato siamo ben lontani dalla realtà. Innanzitutto perché Puro Malto è qualcosa di ritenuto superiore da sempre solamente per via della rigorosità del processo produttivo.

…e i Blended Malt?

Dal canto loro i Blended Malt sono miscele di Single Malt e Grain che provengono da distillerie diverse e che possono offrire sul palato un bouquet ampio e armonico, molto più della durezza tipica dei Puro Malto.

“Puro” non sta per “purezza” e non è sinonimo di miglior qualità; piuttosto il Puro Malto ci dice che nella quasi totalità dei casi il Whisky che stai per degustare proviene dalla cultura della distillazione scozzese, una storica e incontrovertibile certezza.

Sul panorama dei Whisky, tuttavia, anche gli esperti più tradizionalisti hanno dovuto ricredersi dopo aver degustato il frutto della distillazione nipponica o dopo aver compreso che alcuni Blended possono superare di gran lunga i più classici Single. 

Le origini dei Blended e della distillazione Coffey

Per i puristi del Whisky vogliamo ricordare che i Blended Malt nascono con l’invenzione del primo alambicco continuo da parte di un tale Coffey, impiegato presso la dogana di Dublino. Questi introdusse un sistema a piastra forate capace di raccogliere meglio i vapori etilici e la sua idea funzionò così bene da esser utilizzata ancora oggi.

Difatti la distillazione dei Blended Malt avviene nei cosiddetti “Potted Still” che spesso vengono ancora chiamati Coffey Still per indicare l’alambicco a colonna che ha rivoluzionato la distillazione nord-europea. Questo è l’anno zero dei Blended per i quali le distillerie hanno potuto imbottigliare prodotti di ottima qualità ma a costi decisamente più economici.

Di conseguenza anche i consumatori hanno scoperto una miniera d’oro del gusto contribuendo così a far diventare i blended Whisky la pietra miliare dei consumi dal primo dopoguerra ad oggi.

Quindi qual è il miglior Whisky tra i due?

Non stiamo dicendo che i Blended siano migliori dei Single Malt né tantomeno ci sentiamo in grado di poter affermare il contrario. Non esiste una risposta unica e questa mancata presa di posizione non è solamente una furbata di facciata ma una obiettiva difficoltà a decretare davvero quale sia il migliore.

Basti pensare che il marchio Johnnie Walker (gamma completa su SaporideiSassi.it) sia, ad oggi, il Blended whisky più venduto al mondo con vendite annuali che sfiorano 120 milioni di bottiglie!

L’unica vera differenza riguarda la distillazione che per i Single Malt, stando al disciplinare, è rigorosamente discontinua. I Blended possono essere anche lavorati con distillazione a colonna. Questa discriminante è l’unica vera in grado di fare capolino in fase di degustazione, soprattutto quando si tratta di osservare l’etichetta. Il nostro consiglio? Provare a degustarli entrambi.

Chiaramente i Puro Malto hanno pur sempre il loro fascino e, com’è noto, risultano essere più “accattivanti” per i consumatori. Ciò non toglie ai Blended il primato di Whisky del popolo, amati e apprezzati per il loro inimitabile rapporto qualità-prezzo che non conosce rivali. Quindi si, i Single Malt sono effettivamente ottimi perché raffinati  ma, per contro, i Blended sono armonici, dinamici e di grande impatto sensoriale.