7 Agosto 2022
Rapporto tra pandemia ed animali domestici

Rapporto tra pandemia ed animali domestici

Rapporto tra pandemia ed animali domestici

Siamo nel marzo del 2020, il giorno 14 per essere esatti. L’OMS annunciava che il pianeta intero stava riscontrando il virus Covid-19. I contagi aumentavano a dismisura, nessun paese era esente dal virus. Il termine esatto è PANDEMIA.

Cosa è cambiato da quel giorno. Dal punto di vista umano, moltissimo. Eravamo abituati a socializzare senza imbarazzo e a vivere le giornate tra la folla, con amici e parenti in locali ed attività commerciali come se non ci fosse un domani.

La pandemia ha iniziato, sotto forma di lockdown, a creare un muro tra tutti noi ed aprire un sentiero verso il digitale. Iniziando dai social, che sono sempre stati pionieri nelle comunicazioni tra generazioni, soprattutto negli ultimi anni, ma con il Covid il sentiero è diventata una vera e propria autostrada. Ancora di più si è disincentivata la socializzazione tra uomini e si è tramutata in un amplificata socializzazione tra smartphone e Pc.

Le regole rigide del lockdown vedevano tra i pochi metodi per sfuggire all’isolamento domestico, la possibilità di portare a spasso il proprio cane per i bisogni giornalieri.

In realtà in giro tutti avevano un cane, quelli che non ne avevano li reclutavano in strada, e quelli che non li trovavano in strada li chiedevano in prestito al vicino. Divertente come circostanza vedere anche gatti al guinzaglio. Ogni possibilità di evadere veniva esaminata e quella degli animali domestici era forse l’idea vincente. Si vedevano video sui social di gente che acquistava un pesciolino rosso, e girava in strada con la boccia d’acqua ed il pesciolino rosso al braccio. Il DL parlava della possibilità di uscire per il fabbisogno degli animali domestici e l’interpretazione su larga scala era: Qualsiasi animale domestico, non occorre per forza che sia un cane. Se fosse durato un solo mese in più il lockdown, avremmo registrato la presenza al guinzaglio di rettili e tartarughe.

Il rapporto tra animali domestici e pandemia inizia proprio da questa ironica introduzione.

Parallelamente, le misure restrittive portarono al collasso delle piccole attività commerciali, le chiusure forzate e l’assenza di gente in strada crea una vera e propria distruzione di massa nel piccolo commercio.

Le abitudini cambiano ed ancora di più si accentua l’acquisto on line. Tutto veniva acquistato on line: cibo, abbigliamento, farmaci, consumabili, elettronica, e con l’incremento delle attenzioni verso gli animali domestici i petstore on line iniziano a incrementare ancora di più la loro presenza nel web.

I corrieri volavano da una casa all’altra consegnando articoli per animali domestici, gabbie per canarini, lettiere per gatti, cibo per cani, bocconcini per gatti, acquari per amanti di acquariologia, e chi più ne ha più ne metta.

Ovviamente la mole delle vendite online aumenta di oltre 20 punti percentuali su base mensile e ancora ad oggi è in continua crescita. Sono nate tantissime opportunità da parte dei furfanti del mercato online per sfruttare l’occasione e truffare gli acquirenti, per cui ancora una volta bisogna ricordare a tutti di diffidare da offerte fuori mercato e affidarsi ai veri negozi presenti sul web.

Si, io sono proprio uno di quelli che reclutava il cane in strada per poter circolare, e quando sono riuscito a mettere il primo guinzaglio al mio fedele amico, lo presi da lallohallo.com tempo fa, allora del mio Jolly me ne sono innamorato così tanto che quasi ringrazio la pandemia di aver create tali circostanze. Diventato un membro della mia famiglia, Jolly è ormai coccolato ed amato ogni giorno ed ogni sua necessità diventa per me priorità assoluta.

Questa vuole essere una semplicissima storiella, finalizzata a farci dimenticare il crudo della realtà dei fatti, sperando di essere riuscito a strapparvi un sorriso ed a trasmettervi quanto di buono ci sia stato in un momento così grigio per l’intera umanità.