28 Febbraio 2024
Rigenerazione ossea dentale cos’è e come funziona

Rigenerazione ossea dentale: cos’è e come funziona

Gli interventi di rigenerazione ossea sono importanti per ristabilire la corretta conformazione dei tessuti delle ossa mandibolari o mascellari, i quali possono deteriorarsi specialmente a seguito di alcune patologie.

La rigenerazione ossea dentale è perciò una tecnica fondamentale, che permette di installare con successo gli impianti quando la quantità di osso presente nel paziente, o la sua scarsa qualità, non lo consentirebbero. Insieme al Dottor Andrea Gola, attivo come dentista a Pavia, andiamo oggi a scoprire insieme questa tecnica.

Rigenerazione ossea dentale: cos’è

L’implantologia contemporanea mette a disposizione dei pazienti diverse tecniche che permettono l’installazione di elementi artificiali all’interno del cavo orale, anche in presenza di quantità di osso insufficienti. Tra queste, la rigenerazione ossea dentale è l’intervento di chirurgia orale pre-implantare che permette di riportare ossa, gengive e denti in una situazione quanto più vicina a quella originaria, donando al paziente un sorriso assolutamente naturale.

La corretta esecuzione di un trattamento di rigenerazione ossea dentale garantisce stabilità e durabilità al futuro impianto. Se la quantità di osso non fosse sufficiente, l’impianto non potrebbe rimanere al suo posto, rischiando addirittura il rigetto. Il gold standard per quanto riguarda la rigenerazione ossea dentale è l’utilizzo di osso autologo, ovvero prelevato dallo stesso paziente. Il tessuto proviene in questo caso da mascella, mandibola o da altre zone come ad esempio il bacino o l’anca. Quest’opzione presenta una minore probabilità di rigetto.

L’osso autologo non è tuttavia sempre consigliato, poichè disponibile in quantità limitata e presenta un alto tasso di riassorbimento. Si può quindi optare per due ulteriori tipi di innesto:

  • Eterologo: il tessuto osseo viene prelevato da un’altra specie animale. Il più utilizzato è quello di bovino deproteizzato: privato di quella parte organica che, se presente, aumenterebbe le possibilità di rigetto;
  • Omologo: in questo caso il tessuto osseo è di un donatore. Per garantirne la disponibilità, esistono apposite banche dell’osso.

In alternativa è possibile utilizzare un osso artificiale in materiale biocompatibile che sarà inglobato dalla struttura ossea naturale grazie all’irrorazione sanguigna.

Rigenerazione ossea dentale: come funziona e quando serve

La rigenerazione ossea dentale è un intervento che si svolge solitamente in sedazione cosciente, anche se in alcuni casi può essere opportuno ricorrere a un’anestesia generale. Ha una durata totale variabile, a seconda di eventuali difficoltà riscontrate e della situazione individuale, ma in genere l’operazione si conclude in un paio di ore. I tempi di ripresa da un intervento di rigenerazione ossea dentale sono medio-lunghi, attestandosi tra i 6 e i 9 mesi. Una volta passato questo periodo, sarà finalmente possibile procedere con il vero e proprio inserimento degli impianti.

Esistono due principali tecniche di rigenerazione ossea dentale, utilizzate dall’odontoiatra a seconda delle esigenze del paziente:

  • Rigenerazione con membrane riassorbibili: l’innesto osseo, composto da osso sintetico e biologico, è sottoposto ad una membrana la cui composizione consente un totale riassorbimento;
  • Rigenerazione con membrane non riassorbibili: in questo caso la membrana non viene riassorbita. Questa tecnica viene usata per i casi più gravi, dove lo spessore e l’altezza dell’osso è sensibilmente ridotta.

Ma quando serve davvero la rigenerazione ossea dentale? In generale, si fa ricorso a questo trattamento in tutte quelle situazioni che provocano un’insufficienza ossea nel paziente. Tra i principali fattori che possono causare una riduzione dell’osso, o un deterioramento della sua qualità, si ricordano:

  • Forme gravi di osteoporosi o parodontite, che possono causare retrazione gengivale e perdita ossea;
  • Rimozione di cisti o neoplasie;
  • Perdita di denti: la mancata sostituzione per un lasso di tempo prolungato può in questo caso creare atrofia ossea o gengivale;
  • Traumi (incidenti, cadute, rotture…);
  • Patologie endodontiche che colpiscono i nervi o i vasi sanguigni all’interno dei denti, causandone la necrosi.

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio dentista di fiducia per capire come procedere.

Leggi anche l’articolo: Condizionatori per capannoni e magazzini: Impianti per spazi industriali